IoT/networking/sicurezza

La sicurezza di Internet delle Cose: i protocolli sicuri

Sui limiti dei protocolli di sicurezza (IKEv2, TLS/DTLS, HIP/Diet-HIP, PANA/EAP) dell’Internet delle Cose (IoT)  in relazione all’eterogeneità della comunicazione tra IoT e Internet.

Attualmente:

  • Risorse limitate. L’IoT è costruito su risorse limitate (CPU, banda, memoria,…) che influenzano fortemente la progettazione di protocolli di sicurezza.
    Ad esempio la necessità di scambiare pacchetti di piccole dimensione porta alla frammentazione dei tipici pacchetti dei protocolli di sicurezza e quindi alla possibilità di DoS e al degrado delle prestazioni del sistema. E ancora, scarsa memoria e capacità di calcolo limita notevolmente la possibilità di usare sistemi di crittografia avanzati.
  • Resistenza ai Denial-of-Service. In presenza di comunicazione thing-to-thing, ovvero di comunicazione non custodita, diventa complicato individuare l’attacco prima dell’esaurimento delle risorse.
    Gli attuali protocolli prevedono contromisure essenzialmente basate sulla topologia di routing delle reti che risultano poco efficaci in presenza di reti ad-hoc e reti mesh.
  • Difficoltà dell’implementazione delle misure di sicurezza end-to-end. Le leggere differenze tra i protocolli IoT e Internet, dovuti essenzialmente a questioni di performance, rappresentano un ostacolo nell’implementazione delle misure di sicurezza ent-to-end.

 

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